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4.23.2003 :::
 
"Iniziò il triste girotondo degli Avemmaria e pensò a tutte le volte che aveva paragonato qualcosa ai grani di un rosario: le macchine in coda nel traffico, i cellulari della Polizia alle manifestazioni uno accanto all’altro, i momenti di ricordo e dolore quando si supera qualcosa che ha fatto male. “Quanti rosari deve avere sgranato Michela per quello che è successo”, si chiedeva e continuava a guardare i suoi capelli. Quelli di cui lei andava tanto fiera e che lui aveva guardato e commentato mille volte, sfiorati una volta sola, quella di troppo per ritrovarsi così. come era nel principio ora e sempre, risposero tutti stavolta; “terzo mistero doloroso…” gracchiò il megafono. Si ricordò all’improvviso dei suoi capelli schiacciati nel casco, quando andavano in giro in motorino, la frangetta che le finiva sugli occhi e lui che la prendeva in giro tutta l’estate e poi a settembre non c’era più. Gli arrivarono sparati alla pancia i suoi sguardi con gli occhi spalancati e lui che scherzava e magari le raccontava di quella della classe affianco che per una volta lo aveva cagato ed era il più felice di Roma sud e dintorni. Arrivarono tutti i regali fatti da lei ad ogni occasione sacra o profana, le facce imbarazzate degli amici aspiranti writers, che copiavano una lettera o una scritta da quelle che lei lasciava la notte sul suo diario quando riusciva a rubarglielo. Sgranò tutti i ricordi e ricominciò a guardare e ascoltare, la gente ripeté ancora come era nel principio ora e sempre. Laura continuava a non girarsi mai, Michela neanche, e forse lui era contento così, che non aveva avuto le palle di guardarle le braccia prima e avrebbe voluto non rifarlo mai più. Erano passati sei anni da quella notte ai 100 giorni, dai barili di birra col rubinetto direttamente in bocca e le prime bottiglie di Pampero strette fra le mani, sei anni dai loro sacchi a pelo messi uno sopra e uno sotto per una notte, sei anni da un risveglio dove non riusciva a mettere insieme una parola o un pensiero mentre lei lo fissava con gli occhi più grandi e fiduciosi mai incrociati fino a quel momento e mai più rivisti."

::: trovavo il tempo di scrivere alle 10:00 AM


4.20.2003 :::
 
In ritardo di 24 ore i miei auguri di Pasqua.
Cos'è per me?
Un attraversamento e un inizio.
Buon inizio a voi.



::: trovavo il tempo di scrivere alle 3:42 PM




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